ASSOLO

SABATO 6 febbraio 2016

Spettacolo ore 21.1

La regista Laura Morante incontra il pubblico al termine della proiezione


DOMENICA 7 febbraio 2016

Spettacoli ore 18.00 e ore 21.15


Produzione: LUIGI MUSINI, OLIVIA MUSINI, RENATO RAGOSTA PER CINEMAUNDICI E ELAFILM

Distribuzione: WARNER BROS PICTURES ITALIA

ITALIA / FRANCIA 2016 - 97 min


ASSOLO

  • Regia: Laura Morante
  • Collaborazione alla regia: Daniele Costantini
  • Attori:
  • Laura Morante - Flavia,
  • Piera Degli Esposti - Dott.ssa Grünewald, psicanalista,
  • Francesco Pannofino - Gerardo,
  • Lambert Wilson - Michele,
  • Marco Giallini - Mauro,
  • Donatella Finocchiaro - Evelina,
  • Angela Finocchiaro - Valeria,
  • Antonello Fassari - Istruttore di guida,
  • Gigio Alberti - Willy,
  • Emanuela Grimalda - Giusi,
  • Carolina Crescentini - Ilaria,
  • Eugenia Costantini - Giovanna,
  • Edoardo Pesce - Istruttore di guida anni 90,
  • Giovanni Anzaldo - Nicola, figlio di Gerardo,
  • Filippo Tirabassi - Stefano, figlio di Willi


  • Sceneggiatura: Laura Morante, Daniele Costantini
  • Fotografia: Fabio Zamarion
  • Musiche: Nicola Piovani
  • Montaggio: Esmeralda Calabria
  • Scenografia: Luca Merlini
  • Costumi: Agata Cannizzaro

Per saperne di più...

Flavia è una donna meravigliosamente imperfetta. Fragile e insicura, ha due matrimoni alle spalle, due figli, un cane in prestito ed è sempre alla disperata ricerca del consenso e dell'affetto delle persone che la circondano. Incapace di separarsi emotivamente dai suoi ex mariti Gerardo e Willy, Flavia intesse rapporti amichevoli anche con le loro nuove compagne, Giusi e Ilaria. In questa famiglia allargata Flavia è però sempre sola, incapace di raggiungere qualsiasi obiettivo per lei davvero importante. Che sia la patente di guida o un corso di tango, nulla sembra andare per il verso giusto. Tra incidenti di percorso e sorprendenti scoperte, Flavia imparerà che nessuna donna è perfetta e che l'autostima e la libertà tanto inseguite erano proprio li, a portata di mano.

CRITICA

"(...) un grande circo degli affetti i cui numeri sono sempre in divenire. Se questo forte sentimento con acclusa domanda cruciale (bisogna per forza cantare in coro o si può essere felici anche fuori?) è espresso solo in parte nel notevole film dell'attrice, sensibile e bella protagonista, è perché manca una dimensione di calore umano, tutto è appeso al concetto che fatica a farsi vita e dolore. Ma questo clan diverte perché trovi mezzo cinema a partire dalla Degli Esposti mentre sulla giostra girano due Finocchiaro, Pannofino, Wilson, Giallini e Anzaldo, cromosomi sempre in viaggio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 gennaio 2016)

"Già con il suo debutto da regista in 'Ciliegine' (in larga parte di produzione, recitazione e anche gusto francese ) Laura Morante che da attrice ha intrattenuto con la commedia una relazione almeno fino a un certo punto diffidente - sdoganamento fu per lei 'Ferie d'agosto' - conferma con la sua opera seconda 'Assolo' un'intensa passione, almeno da autrice, verso il genere. (...) Dice Morante che due cose servono a una buona commedia: ritmo e grazia. Grazia ne ha da vendere. Il ritmo e anche il tono del vorticoso girotondo (animato dal cast di livello ) fa pensare a una versione femminile della frammentazione diaristica morettiana." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 7 gennaio 2016)

"(...) questo eclettico 'Assolo' (...) vanta molti momenti riusciti proprio perché giocano sui contrasti di tono. Il prologo onirico (...) è addirittura felliniano, nel senso migliore di un termine ormai un po' logoro, e mette subito in campo tutte le piste battute dal film. Quella introspettiva (la protagonista, la stessa Morante, è in cura dalla psicoterapeuta Piera Degli Esposti, personaggio disegnato a meraviglia che dà vita alla componente forse più felice di Assolo). La commedia corale, dominata dagli ex-mariti Francesco Pannofino e Gigio Alberti e da tutte le figure transitate nella vita di Flavia/Laura Morante, figli, amiche, colleghe disinibite, amanti occasionali, etc. (divertente Marco Giallini, corteggiatore sotto la soglia della decenza). Il teatro dell'assurdo, che si affaccia in scene surreali come quelle in cui l'affranta Flavia scopre di non saper più parlare o si vede spedire a comprare le sigarette dalla panettiera (e fuori tira un vento che nemmeno al Polo...). Fondesse sempre a dovere queste tre anime, 'Assolo' sarebbe esilarante. Invece procede un po' a zigzag tra idee nuove, altre meno, e un'esecuzione diseguale che non toglie freschezza ma può confondere. L'amabile Flavia infatti ha idee vacillanti non solo su di sé ma sul mondo che la circonda (...). In fondo il centro di tutto è proprio questa sua insicurezza cronica, ma per dipingere un'insicura ci vuole la mano ferrea di Woody Allen, un fisico buffo da comica nata. E musiche meno svogliate di quelle fornite da Nicola Piovani, che anziché esaltare le diverse anime di questo film insolito e ambizioso rischiano di appiattirle togliendogli personalità." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 gennaio 2016)

Per saperne di più...