CAROL

CAROL

Giovedi 14 / Venerdi 15 / Sabato 16 gennaio 2016

Spettacoli ore 21.15


Domenica 17 gennaio 2016

Spettacoli ore 18.00 e ore 21.15


Tratto da: romanzo omonimo di Patricia Highsmith (ed. Bompiani)

Produzione: NUMBER 9 FILMS, KILLER FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON STUDIOCANAL, HANWAY FILMS, GOLDCREST, DIRTY FILMS, INFILM, LARKHARK FILMS LIMITED

Distribuzione: LUCKY RED

USA - 118 min


CAROL

  • Regia: Todd Haynes
  • Attori: Cate Blanchett - Carol Aird, Rooney Mara - Therese Belivet, Kyle Chandler - Harge Aird, Jake Lacy - Richard Semco, Sarah Paulson - Abby Gerhard, Cory Michael Smith - Tommy Tucker, Carrie Brownstein - Genevieve Cantrell, John Magaro - Dannie McElroy, Kevin Crowley - Fred Haymes, Trent Rowland - Jack Taft, Nik Pajic - Phil McElroy, Michael Haney - John Aird, Ann Reskin - Florence, Jeremy Parker - Dorothy, Sadie Heim - Rindy Aird, Kennedy Heim - Rindy Aird, Amy Warner - Jennifer Aird, Wendy Lardin - Jeanette Harrison, Pamela Haynes - Roberta Walls, Greg Violand - Jerry Rix, Jim Dougherty - Mr. Semco, Ken Strunk - Cal, barman del Ritz, Colin Botts - Ted Grey, Douglas Scott Sorenson - Charles, ospite al party
  • Soggetto: Patricia Highsmith - (romanzo)
  • Sceneggiatura: Phyllis Nagy
  • Fotografia: Edward Lachman
  • Musiche: Carter Burwell
  • Montaggio: Affonso Gonçalves
  • Scenografia: Judy Becker
  • Arredamento: Heather Loeffler
  • Costumi: Sandy Powell

NOTE

- PREMIO PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE A ROONEY MARA (EX-AEQUO CON EMMANUELLE BERCOT PER "MON ROI" DI MAÏWENN) AL 68. FESTIVAL DI CANNES (2015).

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2016 PER: MIGLIOR FILM DRAMMATICO, REGISTA, ATTRICE (CATE BLANCHETT E ROONEY MARA) E COLONNA SONORA.


New York, anni Cinquanta. Carol Aird è una donna elegante, sofisticata e benestante, in trattativa con il marito per il divorzio e l'affidamento della figlia. Therese Belivet, invece, si sta affacciando nell'età adulta, indecisa sul percorso da intraprendere nella vita. Le due donne si incontrano per caso in un grande magazzino di Manhattan e da quel momento nasce un'amicizia molto speciale. Mentre le pratiche per il divorzio di Carol vanno avanti, lei e Therese partono per una viaggio nel cuore degli Stati Uniti. La magica atmosfera della vacanza farà nascere tra le due una intensa storia amorosa che porterà Carol a rischiare tutto quello che ha di più caro per combattere contro le convenzioni sociali che condannano il loro amore proibito...

CRITICA

"(...) film lussureggiante, ammaliante, raffinato (...). Lo stile fortissimo dolcissimo dell'autore non si esaurisce nelle viscontiane qualità formali, nel profumo d'epoca e nell'immenso duetto di recitazione di Blanchett (nella trinità delle regine con Streep e Moore) e Rooney Mara (sembra Audrey Hepburn ma in 'Quelle due'), diventa la sostanza affettiva: cogito ergo amo. Elegantissima accusa da borghese a borghese impossibile da rispedire al mittente, in un racconto che si riavvolge nei tempi e dilata l'innamoramento e amore offrendolo con attaccato il cartellino di un doloroso prezzo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 gennaio 2016)

"(...) nel bellissimo 'Carol' di Todd Haynes tutto è giocato sul filo del segreto (...). Emozioni segrete dunque. Appuntamenti segreti. Informazioni scambiate sottobanco per salvare le apparenze, non ferire le persone vicine, non compromettersi perché i tempi di un corteggiamento, specie se proibito, sono ancora lunghi: e come si fa a sapere se l'altro - l'altra - è davvero interessato e non ci tradirà? Questo il tono di fondo che accompagna il film come un basso continuo affidato al gioco prodigioso di luci, dettagli, movimenti di macchina che dicono e non dicono, celano e rivelano (mai visto usare scene e costumi in modo meno decorativo). (...) il film di Haynes, che qui torna agli anni di 'Lontano dal Paradiso', diventa anche la rilettura di un passato remoto in cui cercare i semi di rivolte e sensibilità future. Segnato dal ritratto di due grandi personaggi interpretati con opposte strategie ma pari intensità da due attrici memorabili." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 gennaio 2016)

"Una scultura di cristallo. Armonica, raffinata, rilucente, seducente: poi la guardi meglio e scopri una crepa, ti avvicini di più e ne scorgi qualcun'altra. Se poi decidi di sfiorarla, la senti al tatto un po' ruvida e ispessita. Queste ci sembrano le prerogative di «Carol», l'acclamato melodramma dello specialista Todd Haynes: un film ricco di qualità che a un esame approfondito purtroppo può svelare di essere una copia, un ricalco, un'imitazione per quanto virtuosistica. L'autore di «Lontano dal paradiso», «Io non sono qui» e della miniserie HBO «Mildred Pierce» (a tutt'oggi la sua opera più consistente) torna, in effetti, a esibirsi nel rigoglioso sottogenere safficco affidandosi, con la complicità di fotografia e scenografia che sembrano estratte da uno dei superbi album retrò delle edizioni Taschen, a una sola pietra preziosa autentica e inestimabile e cioè all'attrice Cate Blanchett (...). La cui lezione interpretativa soggioga, ma non soffoca quella di Rooney Mara (...). Il bello stile, che sottolineala diversità incorniciando le inquadrature come se fossero racchiuse in un acquario scrutato dai retrivi e i moralisti, non riesce, però, a risultare incandescente neppure nei momenti stupefatti e disinibiti dell'amore carnale. È la pressione del presente che fatica a concedere al regista il bonus della trasgressione e lo fa sporgere sul fronte più prosaico della lotta per i diritti lesbo-gay." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 7 gennaio 2016)

"Tredici anni dopo 'Lontano dal Paradiso' Todd Haynes adatta, con pari eleganza, un romanzo di Patricia Highsmith sull'amore tra due donne (...) tuttavia, questa storia dell'emancipazione di due donne a fronte di una società sclerotica patisce una specie d'anemia. Ben scritto e ben raccontato, a così gran distanza dal tempo degli eventi il film bagna il petardo del tema tabù; e anche la passione che rappresenta, malgrado una certa sensualità circolante per le immagini (non quelle della scena d'amore saffico, però), risulta raffreddata, più 'detta' che mostrata." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 7 gennaio 2016)

"(...) la nuova opera di Todd Haynes è una sinfonia cinematografica che omaggia il mélo classico e sofisticato di Douglas Sirk introducendovi la modernità di uno sguardo ambivalente ed universale. 'Carol' è un film perfetto, torbido ed elegante, impeccabilmente recitato e che s'imprimerà nell'immaginario degli spettatori." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 7 gennaio 2016)

"(...) una perfetta Cate Blanchett (...), (...) una Rooney Mara che gareggia in bravura (...). Che bel melodramma, meravigliosamente recitato da due protagoniste in stato di grazia (...). Un film elegante, raffinato, intenso, che richiama la cinematografia d'epoca. Non a caso, dietro la macchina da presa, Todd Haynes ricorda Douglas Sirk, maestro del mélo vecchio stile. Il regista, qui, fa un uso interessante del colore, sfruttando al meglio anche una emotiva colonna sonora che contribuisce a rendere ben tangibili le atmosfere del passato. Aggiungeteci, poi, una sceneggiatura (di Phyllis Nagy) priva di cali di tensione, capace di esaltare, in ogni situazione, la dignità delle due donne, senza venir meno allo spirito del romanzo di Patricia Highsmith (...). Una storia che incoraggia a ricercare sempre la propria felicità, suggellata da un finale che invoglia lo spettatore, coinvolto emotivamente, a gridare ad una delle due protagoniste: «Girati!»" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 7 gennaio 2016)

"Piacerà a chi pretende ogni anno un'interpretazione da Oscar da Cate Blanchen. Pretesa che Cate soddisfa anche qui (...). E a coloro che ritengono giustamente che nessuno come Haynes sa raccontare gli anni 50 (...)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 7 gennaio 2016)

"(...) 'The Price of Salt' ha trovato una bellissima traduzione per il cinema, in 'Carol' di Todd Haynes, uno dei migliori adattamenti dai romanzi della scrittrice con cui si sono misurati, tra gli altri, Hitchcock, Chabrol, Renè Clement e Wim Wenders. E in effetti è uno dei titoli che spiccano (miglior film dell'anno per Variety, Film Comment e per l'associazione dei critici di New York, che lo ha premiato anche per la miglior regia, fotografia e sceneggiatura; più le cinque nomination ai Golden Globes). Dal mitico corto 'Superstar: The Karen Carpenter Story', a 'Safe', al sirkiano 'Lontano dal Paradiso' alla miniserie per HBO 'Mildred Pierce' Haynes lavora da sempre sul melodramma femminile. 'Carol' è un nuovo, incandescente, capitolo di quel percorso, in cui il grande direttore della fotografia Ed Laclunan è stato, e rimane, un partner indispensabile. È una New York magica, di soffici color caramella, bagnata di luce calda, i suoi interni foderati di legni scuri, l'aria spruzzata di fiocchi di neve, il martini con oliva che si beve come l'acqua, l'atmosfera elettrizzata dal Natale... (...) Haynes mette in scena l'innamoramento tra le due donne lentamente, con dolcezza, il riserbo e la pudicizia dei Fifties. (...) L'autrice teatrale inglese Phyllis Nagy, che firma la sceneggiatura, sfronda moltissimo tutta la seconda parte del romanzo e concentra la storia a New York e dintorni. E, mentre il libro è sostanzialmente scritto dal punto di vista di Therese (che sulla pagina è anche più ambiziosa e quasi un po' manipolatrice), il film è raccontato quasi tutto in oggettiva. Fedele alla scrittura precisa, vividissima di Highsmith, anche Haynes lavora di grande dettaglio: quello di 'Carol' è un erotismo giocato in gran parte a distanza, e sui particolari - di un polso, una caviglia, del rossore improvviso che appare su una guancia, di una ciocca di capelli fuori posto... come visti dagli occhi delle due amanti. E il senso di quanto sia prezioso quel tempo passato insieme, anche quando non succede quasi nulla («la» scena di sesso avviene molto in là nella storia), si sente fortissimo. E, diversamente da 'Lontano dal Paradiso', il cui l'erotismo tra Julianne Moore e Dennis Haysbert, era come congelato dall'impossibilità delle circostanze e dalla bellezza formale, questo è un film che trabocca di desiderio. Quasi giocosamente, a tratti; grazie anche all'interpretazione magnifica di Rooney Mara che dà a Therese la cifra originalissima di un rebus trasparente." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 5 gennaio 2016)