GRAMSCI 44

GRAMSCI 44

MERCOLEDI 18 maggio


ore 21.15


INCONTRO CON LO SCENEGGIATORE 

EMANUELE MILASI



Produzione: RAM FILM

Distribuzione: RAM FILM

ITALIA - 2016, 66 min


GRAMSCI 44

Regia: Emiliano Barbucci
Sceneggiatura: Emanuele Milasi
Direttore della fotografia: Daniele Ciprì
Musiche originali: Marco Betta
Direttore di produzione: Americo Melchionda
Produttore esecutivo: Maria Milasi

Cast Artistico
Antonio Gramsci Peppino Mazzotta
Amadeo Bordiga Americo Melchionda
Piero Ventura Davide Cirri
Tabaccaia Maria Milasi
Contadino Maurizio Spicuzza

Cast Tecnico
Scenografia: Giuseppe Colletti
Costumi: Maria Adele Cipolla
Trucco: Stefania Galatolo
Acconciature: Franz Aguglia
Fonico: Luca Bertolin
Microfonista: Danilo Romancino
Assistente operatore: Mauro Calanca
Aiuto operatore: Alessandro Cartosio
Macchinista: Massimo Lazzara
Segretaria di produzione: Maria Piccolo
Segretaria di edizione: Maria Rosa Strano
Colorist: Christian Gazzi
Suono: Sandro Rossi
Post-produzione: Frame by Frame
Foto di scena: Mathia Coco
Grafica locandina: Angelo Alessandrini


Realizzato in collaborazione con la Regione Siciliana – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo, nell’ambito del  programma Sensi Contemporanei Cinema.

 

Tra il 1926 e il 1927 Gramsci, intellettuale comunista deputato al Parlamento Italiano, sconta 44 giorni di confino a Ustica, isola a nord di Palermo. Lì fonda insieme ad altri confinati una scuola clandestina, aperta a tutti, e argina l’analfabetismo coinvolgendo cittadini di ogni età e stato sociale.
Ancora oggi Ustica ricorda quella scuola rivoluzionaria. Ancora oggi l’emarginata Ustica si sporge paziente al porto, sperando che il vaporetto arrivi dal continente.

Il documentario Gramsci 44 racconta la storia di un villaggio, Ustica, emarginata isola a nord di Palermo, dove all’inizio del 1900 l’arrivo del vaporetto era un evento che richiamava al molo gli isolani incuriositi dalle novità in arrivo dal “continente”. Con l’avvento del regime fascista il battello a vapore però cominciò a portare anche uomini in catene. L’isola di Ustica venne infatti destinata ad accogliere confinati politici e coatti criminali, inviati lì per non nuocere alla dittatura fascista.
Nel Dicembre del 1926 arrivò sull’isola anche Antonio Gramsci, intellettuale comunista deputato al Parlamento Italiano, condannato a scontare un confino politico della durata di cinque anni. Lo spirito degli isolani, sensibili al fascino dell’accoglienza, e l’impegno sociale dei nuovi arrivati, trovarono da subito un punto di incontro nella costituzione della scuola organizzata dai confinati politici per sopravvivere alla lenta e logorante morte intellettuale a cui erano condannati.
La scuola clandestina, aperta a tutti, arginò l’analfabetismo, coinvolgendo cittadini di ogni età e stato sociale. Di quella scuola oggi molti hanno ancora ricordo, ed è per l’isola di Ustica uno dei fondamenti della loro memoria storica.
Dopo soli 44 giorni di permanenza, Gramsci venne tradotto nel carcere di San Vittore. Una delle ipotesi del motivo del suo allontamento da Ustica è proprio il successo della scuola, che fece allarmare le guardie fasciste.