IL NEMICO UN BREVIARIO PARTIGIANO

IL NEMICO UN BREVIARIO PARTIGIANO

DOMENICA 24 aprile 2016

Spettacolo ore 21.15


LUNEDI 25 aprile 2016

Spettacolo ore 21.15


Produzione:

ALBERTO VALTELLINA, ANGELO SIGNORELLI, SERGIO VISINONI PER LAB 80 FILM

Distribuzione: 

LAB 80 FILM

Italia, 2015  -  80 min


IL NEMICO UN BREVIARIO PARTIGIANO

Regia: Federico Spinetti

Attori: Massimo Zamboni, Angela Baraldi, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli, Simone Filippi, Mirco Zanoni, Massimo Storchi, Daniela Algeri, Caterina Zamboni, Emanuele Reverberi e la Bandadiquartiere (Emanuele Reverberi), Cristiano Roversi, Erik Montanari, Danilo Fatur, Giovanni Lindo Ferretti

Fotografia: Andrea Zanoli

Musiche: Post-CSI, Massimo Zamboni, Angela Baraldi, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli, Simone Filippi

Montaggio: Alberto Valtellina, Federico Spinetti



Il nemico – un breviario partigiano

In un film la storia famigliare di Massimo Zamboni, storico chitarrista e fondatore di CCCP e CSI, i temi scomodi della Resistenza partigiana
e un nuovo progetto musicale di post CSI

Al centro c’è Massimo Zamboni, storico chitarrista e fondatore di CCCP e CSI insieme a Giovanni Lindo Ferretti, intorno a lui ci sono la sua storia musicale, quella della sua famiglia, quella della sua terra. E poi c’è la Resistenza partigiana : le sue rappresentazioni, la memoria, i valori. Sono ancora vivi?

Il nemico – un breviario partigiano è un film che racconta di tutto questo e che ha dato vita ad un nuovo progetto del gruppo musicale Post CSI . Con la regia di Federico Spinetti e la produzione di Lab 80 film, il lungometraggio, che uscirà in occasione del settantennale della Liberazione , si è sviluppato intorno all’intreccio tra la storia privata di Zamboni, che solo recentemente si è scoperto nipote di un fascista ucciso nel ’44 dai partigiani, e quella collettiva della Resistenza .

E collettiva è diventata anche l’elaborazione musicale delle vicende che Zamboni, cercando tra archivi e testimonianze, scopriva sul passato della sua famiglia: Post CSI, come si sono chiamati Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli insieme ad Angela Baraldi e Simone Filippi, hanno composto tre nuovi brani nel corso del progetto documentario . Stimolati dal film in fase di realizzazione, si sono ritrovati dopo 15 anni per ripensare in termini musicali i temi che il lavoro di Zamboni e il film stesso stavano sollevando.

«Attraverso la storia privata e famigliare di Massimo abbiamo cercato di stanare alcuni temi scomodi legati alla Resistenza – spiega il regista Federico Spinetti -, un lavoro che lui aveva già intrapreso e che l’ha portato anche a scrivere un libro, “L’eco di uno sparo”, che esce a fine marzo. Abbiamo fatto un pezzo di ricerche insieme, realizzando un film che pone degli interrogativi e che cerca di guardare in faccia il passato senza paura . Parlando della violenza partigiana, ad esempio, e facendolo senza retorica. O ragionando sulla distanza tra appartenenza famigliare e appartenenza politica: Massimo, antifascista, ha fatto i conti con le scelte di suo nonno, per anni lasciate in disparte dal resto della famiglia».

Ognuno di noi deve fare i conti con la propria storia, sapere da dove viene - dice Massimo Zamboni -, a me è capitato di scoprire quello che non sapevo e avevo intuito. La storia e la vita hanno stabilito ragioni e torto che è giusto accettare e fare nostre. Ma credo sia fondamentale intendere le ragioni di tutti, senza paura, intendere ogni appartenenza, chiederci se saremmo stati capaci di fare diversamente. Ho finito per pensare che a volte è stata probabilmente la casualità a dettare la scelta di stare da una parte piuttosto che dall’altra».

In tutto questo si ritrovano gli ex CSI, senza Giovanni Lindo Ferretti e con la voce di Angela Baraldi. Accettano la proposta di Spinetti e per la prima volta si lasciano riprendere mentre compongono Il nemico nel suggestivo teatro sociale di Gualtieri, vicino a Reggio Emilia: una canzone inedita che, insieme ad alcuni vecchi indimenticabili brani, diventa colonna sonora del film.

«Quando ho cominciato a raccogliere testimonianze sulla vicenda di mio nonno e a riflettere su questi temi – aggiunge Zamboni -, ho scelto di non essere un protagonista solitario, di condividere con le persone a me artisticamente più vicine . Non era scontato che gli altri dei CSI accettassero , abbiamo avuto diversi scontri anche su questo lavoro ma alla fine siamo stati capaci di condividere. Del resto, su un tema come quello della Resistenza, non è pensabile che esista un solo punto di vista».

Massimo Zamboni, chitarrista e co-fondatore dei CSI, a quindici anni dallo scioglimento della storica band post-punk, riunisce i membri del gruppo intorno ad un nuovo progetto sul tema della Resistenza partigiana. Non una reunion, forse un nuovo inizio. Su proposta del regista Federico Spinetti, i musicisti Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, con la cantante Angela Baraldi e il batterista Simone Filippi, si incontrano nella splendida cornice del Teatro Sociale di Gualtieri dove e si lasciano riprendere. Massimo propone un testo da mettere in musica: "Il nemico". I musicisti accettano la presenza delle macchine da presa e il lavoro sul pezzo musicale, insieme ad altre nuove canzoni e ad alcuni brani storici suonati dal vivo, diventa colonna sonora del film. Il confronto sulla composizione del brano si intreccia con la discussione sui temi partigiani. Il film racconta l'elaborazione musicale del progetto Post CSI e le ricerche e riflessioni di Massimo Zamboni sulla propria storia famigliare, tragicamente segnata dal colpo di pistola partigiano che nel 1944 ha ucciso il nonno materno. Un film musicale sulla Resistenza e le sue rappresentazioni.


 

Massimo Zamboni sul film