LA GRANDE ABBUFFATA

L'ANATRA ALL'ARANCIA

UGO TOGNAZZI UN CUOCO PRESTATO AL  CINEMA


DOMENICA 17 aprile 2016

Spettacolo ore 18.00



Produzione:

CAPITOLINA PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE, MARA FILMS, FILMS 66


Italia / Francia, 1973  - 123 min


LA GRANDE ABBUFFATA

Regia: Marco Ferreri

Attori: 

Marcello Mastroianni - Marcello

Ugo Tognazzi - Ugo,

Michel Piccoli - Michel,

Philippe Noiret - Philippe,

Andréa Ferréol - Andrea,

Solange Blondeau - Danielle,

Monique Chaumette - Madeleine,

Florence Giorgetti - Anne,

Michele Alexandre - Nicole,

Henri Piccoli - Hector,

Cordelia Piccoli - Barbara,

Rita Scherrer - Anulka,

Alexandre Michele - Nicole,

James Campbell - Zac,

Patricia Milochevich - Mini

Bernard Menez - Pierre

Louis Navarre - Braguti

Soggetto: Marco Ferreri, Rafael Azcona

Sceneggiatura: Marco Ferreri, Rafael Azcona, Francis Blanche - (dialoghi)

Fotografia: Mario Vulpiani

Musiche: Philippe Sarde

Montaggio: Claudine Merlin, Amedeo Salfa - (collaborazione), Gina Pignier - (collaborazione)

Scenografia: Michel de Broin

Costumi: Gitt Magrini

Effetti: Paul Trielli

Suono: Jean-Pierre Ruh

Aiuto regia: Enrico Bergier

Ugo cuoco, Michel produttore televisivo, Marcello pilota, Philippe magistrato, sono amici e membri di un ristretto club di buongustai. Per un week-end gastronomico essi raggiungono la fatiscente villa di Philippe ove un tempo soggiornò Boileau. Mentre iniziano i lauti pasti, Marcello fa giungere tre prostitute che, tuttavia, se ne vanno non appena s'avvedono dell'indifferenza ed estrema banalità degli ospiti. Solo Andrea, una maestra che ha condotto gli alunni ad ammirare il "tiglio di Boileau" accetta l'invito di tornare alla villa per tutta la durata della tragedia. Di tragedia, infatti si tratta, poiché il continuo, abbondante e raffinato "abbuffarsi" risulta fatale per i quattro. Marcello rimane congelato nel giardino di notte, su una rabberciata Bugatti. Michel tira le cuoia nel corso degli sforzi per liberarsi di gas intestinali. Ugo rimane stecchito tra le contrazioni dell'impossibile digestione e da una masturbazione meccanica praticatagli da Andrea, Philippe muore nel giardino, mangiando ancora. Mentre i cani ululano, i commessi della "macelleria" portano nuove vivande.