LITTLE SISTER

LITTLE SISTER

Giovedi 7 / Venerdi 8 / Sabato 9 gennaio 2016


Spettacoli ore 21.15


Tratto da: graphic novel "Umimachi Diary" di Akimi Yoshida

Produzione: TOHO COMPANY, FUJI TELEVISION NETWORK, SHOGAKUKAN, GAGA

Distribuzione: BIM (2016)

GIAPPONE 2015 - 128 min.


LITTLE SISTER


  • Regia: Hirokazu Kore-Eda
  • Attori:
  • Haruka Ayase - Sachi Koda,
  • Masami Nagasawa - Yoshino Koda,
  • Kaho - Chika Koda,
  • Suzu Hirose - Suzu Asano,
  • Shinobu Otake - Miyako Sasaki,
  • Shinichi Tsutsumi - Dott. Kazuya Shiina,
  • Ryô Kase - Minami Sakashita,
  • Jun Fubuki - Sachiko Ninomiya,
  • Lily Franky - Senichi Fukuda,
  • Oshiro Maeda - Futa Ozaki,
  • Ryôhei Suzuki - Dott. Yasuyuki Inoue,
  • Takashi Ikeda - Sanzo Hamada,
  • Kenta Sakaguchi - Tomoaki Fujii

  • Soggetto: Akimi Yoshida - (graphic novel)
  • Sceneggiatura: Hirokazu Kore-Eda
  • Fotografia: Mikiya Takimoto
  • Musiche: Yôko Kanno
  • Montaggio: Hirokazu Kore-Eda
  • Scenografia: Keiko Mitsumatsu
  • Arredamento: Ayako Matsuo
  • Costumi: Sacico Ito
  • Effetti: Sayuki Sakamoto


NOTE

- IN CONCORSO AL 68. FESTIVAL DI CANNES (2015).

Nella città balneare di Kamakura le tre sorelle Sachi, Yoshino e Chika perdono il loro padre. L'uomo aveva abbandonato la famiglia anni prima e si era rifatto una vita. Nel tragitto verso il funerale, infatti, le tre ragazze fanno la conoscenza della loro sorellastra, Suzu, una timida ragazza di 14 anni. Sachi, Yoshino e Chika invitano Suzu a vivere con loro, iniziando così una nuova e gioiosa avventura.


CRITICA

"Poteva nascere un mélo di lacrime e sangue, ne esce invece il ritratto coinvolgente e pacato di una generazione alle prese con le «eredità» psicologiche lasciate dai genitori, il senso di riconoscenza in lotta con la voglia di indipendenza, il «doverismo» contro la libertà. Kore-Eda racconta tutto questo con un tocco sensibilissimo e delicato, attento a piccoli gesti privati (molti legati alla quotidianità del cibo), con un'asciuttezza e una sensibilità che evitano qualsiasi caduta verso la lacrima o il ricatto sentimentale." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 14 maggio 2015)

"(...) stile terso, rigenerante ma non nuovissimo del film che Hirokazu Kore-Eda ha tratto da un manga della disegnatrice Akimi Yoshida, 'Unimachi Diary' (...). Trama geometrica e semplicissima, in apparenza, ma ricca di doppifondi e sfumature. Da grande fumetto appunto (...). L'aspetto più interessante è la prospettiva così ossessivamente femminile di un film (una famiglia) in cui gli uomini non ci sono proprio o sono fantomatici, intermittenti, magari benefici ma sempre evanescenti. Il resto è un piacevole inclusive tour, sorretto da attrici di rara grazia, fra tutto ciò che cinema e manga ci hanno raccontato tante altre volte, il ciclo della vita e la grappa di prugne, lo sgombro marinato e le tradizioni che svaniscono, i ciliegi in fiore e i fuochi d'artificio, l'attimo fuggente e la nostalgia che bagna ogni istante, se non delle nostre vite, di questi film così giapponesi in cui malgrado l'ombra incombente della morte tutto è sempre perfetto, lieve, incantevole, pulito, ordinato. Un sogno." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 Maggio 2015)

"Film molto giapponese, profumato di letteratura e di fanciulle in boccio dove, in un susseguirsi un po' menagramo di funerali, si parla di vita e di morte, di famiglia e di peschi fioriti in un universo un po' sospeso nello spazio e nel tempo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 14 maggio 2015)

"Convince (...) il primo film in competizione, 'Our Little Sister' del giapponese Hirokazu Kore-Eda, che ha spesso fotografato con sensibilità situazioni familiari piuttosto insolite. (...) un racconto dall'andamento assai dolce e coinvolgente della vita quotidiana di quattro giovani donne impegnate ad affrontare senza strappi e drammi, proprio come accade nella vita vera di tutti noi, problemi sentimentali e fantasmi del passato, piccoli dilemmi morali e dolorosi abbandoni, catturando tra i gesti quotidiani la verità dell'esistenza umana con semplicità disarmante. E arrivando a farci sentire pulsare il cuore delle relazioni familiari, più forte di qualunque altro legame." (Alessandra De Luca, 'L'Avvenire', 14 maggio 2015)

"(...) 'Our Little Sister' del giapponese Kore-eda Hirokazu, una sorta di 'Piccole donne crescono' del Sol Levante che purtroppo non bissa l'eccellenza empatica e cinematografica di 'Like Father, Like Son' (Premio della Giuria a Cannes 2013) (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 14 maggio 2015)

"Con 'Umimachi Diary' (...) Hirokazu Kore-Eda ricama al femminile il suo mondo di palpitazioni private. (...) 'Umimachi Diary' soffonde scosse comportamentali, crisi e sentimenti con una tinteggiatura delicata ispirata ad un manga al quale la sceneggiatura ha tolto e aggiunto. Il mélo è raffinato nel suo sguardo sulla condizione della donna e nell'inquadrare la bellezza del paesaggio, ma alla sua partitura manca un accento acuto che non soffochi le tonalità nella poeticità sin troppo esibita." (Natalino Bruzzone, 'Il Secolo XIX', 14 maggio 2015)

"Prosegue sulle tematiche familiari del riconoscersi e riconoscere come figli, fratelli e genitori già iniziato con il precedente 'Father and Son', il cinema di Hirokazu Kore-Eda. Il giapponese, uno dei registi più rappresentativi del cinema del suo Paese e habitué del Festival di Cannes, ha inaugurato la competizione per la Palma d'oro. (...) Kore-Eda, al tredicesimo lungometraggio, si conferma nel solco della tradizione del Sol Levante di una poetica delle piccole cose e dei sentimenti quotidiani. Il regista continua una riflessione profonda sulla condizione umana, con la capacità di comprendere e ricreare la vita vera nei suoi piccoli dettagli già in 'Nobody Knows' (2004), forse il suo lavoro migliore, aveva mostrato fratellini capaci di stare senza genitori; in questo caso la perdita del padre porta a un nuovo incontro e a un'apertura del nucleo familiare. Il rischio, che in questo caso il cineasta non riesce a evitare del tutto, è un eccesso di sentimentalismo." (Nicola Falcinella, 'L'Eco di Bergamo', 14 maggio 2015)

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