MON ONCLE

MON ONCLE

MARTEDI 28 giugno 2016 

ore 21.30


GIOVEDI 30 gugno 2016

ore 21.30


EDIZIONE RESTAURATA - V.O. FRANCESE - SOTTOTITOLI ITALIANO


MON ONCLE


Regia: Jacques Tati

Attori: 

Jacques Tati - Monsieur Hulot,

Jean-Pierre Zola - Charles Arpel,

Adrienne Servantie - Madame Arpel

Lucien Frégis - Monsieur Pichard,

Betty Schneider - Betty, la figlia della portinaia,

J.F. Martial (Jean-François Martial) - Walter,

Dominique Marie - La vicina,

Yvonne Arnaud - Georgette, Adelaide Danieli - Madame Pichard,

Alain Bécourt - Gerard Arpel,

Régis Fontenay - Commerciante,

Claude Badolle - Venditore al mercato delle pulci, Max Martel - Ubriaco

Soggetto: Jacques Lagrange, Jean L'Hôte, Jacques Tati

Sceneggiatura: Jacques Lagrange, Jean L'Hôte, Jacques Tati

Fotografia: Jean Bourgoin

Musiche: Frank Barcellini, Alain Romans, Norbert Glanzberg - (non accreditato)

Montaggio: Suzanne Baron

Scenografia: Henri Schmitt

Arredamento: Henri Schmitt

Costumi: Jacques Cottin


Produzione FILM DEL CENTAURO, SPECTA FILMS, GRAY FILM, ALTER FILM

Distribuzione: VIGGO - RIPLEY'S FILM

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Al centro di un quartiere moderno sorge la villa ultramoderna e imponente del signor Arpel, che vi abita con la moglie ed il figlio Gèrard, di nove anni. Il signor Arpel, ricco industriale e Presidente della società "Pastac", è il perfetto tipo del borghese che la posizione e l'agiatezza rendono importante. La sua esistenza perfettamente ordinata sarebbe ammissibile se gli lasciasse la possibilità di abbandonare, almeno per un istante, i problemi connessi con la sua attività d'industriale per dedicarsi a quelli più semplici creati dalla vitalità di suo figlio Gèrard. Anche la mamma, la signora Arpel, trascura il bambino perché il suo tempo e le sue energie sono dedicati completamente al compito di mettere in ordine e pulire continuamente e perfettamente la casa. In questo ambiente di perfezione appare frequentemente il fratello della signora Arpel, lo zio Hulot, per il quale Gèrard mostra una predilezione che desta la gelosia del signor Arpel. Lo zio Hulot è molto differente dai coniugi Arpel: vive con grande semplicità e quando viene a cercare Gèrard il piccolo ne è felice perché sa che lo zio lo farà uscire dalla monotonia della sua vita dove tutto è previsto e tutto si ripete automaticamente. Per sottrarre Gèrard all'influenza di questo zio così poco conformista, il signor Arpel dà a Hulot un posto nella sua industria mentre la signora Arpel pensa di dargli in moglie una sua vicina. Ma questi tentativi non hanno il successo sperato e il signor Arpel prende una decisione radicale: Hulot sarà un rappresentante della società all'estero. Tutta la famiglia lo accompagna alla stazione e gli addii sono rapidi, ma uscendo dalla stazione il signor Arpel inconsciamente ritrova l'attitudine familiare di Hulot verso Gèrard.


OSCAR 1959 COME MIGLIOR FILM STRANIERO

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ALL'11MO FESTIVAL DI CANNES (1958)

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