CAVE CAVEM

CAVE CAVEM

GIOVEDI 16  GENNAIO
spettacolo ore 21.15





INGRESSO LIBERO


Regia: ALBERTO GROSSI
2019 - 30 min.
documentario

Impegnato ed appassionato documentarista di storie, di tradizioni e dell’ambiente apuano, autore tra l’altro dei cortometraggi “Cosa c’è sotto le nuvole” e “Aut Out”, vincitore nel 2015 del premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno”, il massese Alberto Grossi con il suo ultimo lavoro “Cave Cavem” rinnova il suo grido ragionato ed appassionato per la difesa delle Apuane, invitando cittadini ed associazioni, ambientalisti ed amanti della montagna, operatori economici ed istituzioni ad acquisire consapevolezza circa i rischi e le minacce che incombono sul paesaggio e, soprattutto, sulla futura disponibilità di acqua di questo territorio a causa dell’esasperato sfruttamento del bacino marmifero apuano.

Sì, perché interessarsi oggi del destino delle Apuane significa occuparsi dell’acqua quale ricchezza di questo territorio, fonte imprescindibile per la sopravvivenza di tutti e “diritto umano universale e fondamentale” così come sancito dalla risoluzione ONU del 2010.

Le Alpi Apuane si elevano in faccia al mare fino quasi ai duemila metri, in una ristretta fascia climatica di confine tra il clima continentale ed il clima mediterraneo. Sono conosciute nel mondo per i marmi bianchi, valorizzati dalle mani dei più grandi scultori, fatto che è diventato un alibi degli industriali per mantenere una posizione di privilegio nella cultura, nella società, nell’economia locale. La realtà è ben diversa dal mito: le Apuane, Dolomiti in faccia al mare, ricche di biodiversità, di cultura, di storia, di paesaggi straordinari, di acqua vengono scavate al ritmo di 3000 tonnellate l’ora, ma per l’80% è polvere per le multinazionali del carbonato di calcio, vengono saccheggiate in modo spietato e senza rispetto delle regole. L’avvento delle nuove tecnologie ha incrementato la fame del profitto e portato un lacerante conflitto sociale acuito dalla crisi economica, occupazionale (ci sono più macchine che lavoratori), e dalla sfiducia nelle istituzioni. Una distruzione ambientale senza precedenti è in corso, compromettendo le ingenti risorse idriche da sempre abbondanti e destinate ai territori sulla costa toscana da Massa a Livorno.

Ricostruzione del progressivo passaggio socioeconomico ed ambientale dall’età del martello e scalpello a quella del filo diamantato, denuncia dell’aggressione alle nostre montagne ed alle nostre sorgenti, monito per generazioni ed istituzioni presenti e future, conoscenza, bellezza, drammaticità e consapevolezza circa le conseguenze di processi che rischiano di rivelarsi irreversibili, questo è “Cave Cavem