IL TERZO UOMO

IL TERZO UOMO


VENERDI 5 febbraio 2016

ore 21.15


EDIZIONE RESTAURATA

V.O.INGLESE SOTTOTITOLI ITALIANI

IL TERZO UOMO

The Third Man. GB/1949) di Carol Reed (104')

Sceneggiatura: Graham Greene, Carol Reed, Orson Welles. Fotografia: Robert Krasker. Montaggio: Oswald Hafenrichter. Scenografia: Joseph Bato, John
Hawkesworth, Vincent Korda. Musiche: Anton Karas. Interpreti: Orson Welles (Harry Lime), Joseph Cotten (Holly Martins), Alida Valli (Anna Schimdt), Trevor Howard (Maggiore Calloway)

Nuovo restauro in 4K realizzato da Studio Canal

Film noir di culto ambientato in una Vienna sconvolta dal conflitto mondiale, dove uno scrittore americano di romanzi d’avventura, Holly Martins, si reca per incontrare il misterioso amico d’infanzia, Harry Lime, magistralmente interpretato da Orson Welles.
"The Third Man
è il film emblematico di un’Europa disorientata, sconvolta dalla Seconda guerra mondiale, che cerca i propri punti di riferimento lungo le strade della Guerra fredda. È la visione romanzesca di un mondo devastato di cui, nello stesso periodo, ma a Berlino invece che a Vienna, Billy Wilder offre la satira in Scandalo internazionale mentre Roberto Rossellini ne riflette la disperazione in Germania anno zero. [..] Il film segna il trionfo dello scrittore Graham Greene che firma la storia originale per lo schermo prima di pubblicarne il romanzo, del direttore della fotografia Robert Krasker che adatta al cinema inglese l’estetica espressionistica del noir, e soprattutto di Carol Reed che passa senza sforzo apparente dal grottesco al malinconico. E poi c’è Orson Welles, che due anni prima aveva firmato con il produttore Alexander Korda un contratto per tre film da realizzare e/o interpretare. Seguono vari progetti, nessuno dei quali va in porto, finché Korda propone a Welles il ruolo di Harry Lime, [...] il personaggio decisivo, colui di cui parlano tutti gli altri anche quando non è presente sullo schermo. La sua sarà in effetti una creazione memorabile, un angelo caduto cinico e miserabile. Un doppio ambiguo che gli resterà incollato per una decina d’anni, sia alla radio sia alla televisione". (Jean-Pierre Berthomé)