METROPOLIS

METROPOLIS


MERCOLEDI 6 APRILE  ore 21.15


La proiezione di Mercoledi 6 Aprile sarà introdotta da Camilla Bartolini (*)

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(*) Camilla Bartolini ha conseguito presso l'Università di Pisa

la laurea magistrale in Storia e forme delle arti visive, dello

spettacolo e dei nuovi media. Insieme a Maurizio Ambrosini è autrice del

volume Capitani, odissee, leviatani. La navigazione nel racconto

cinematografico, pubblicato nel 2012 dalla casa editrice Felici di Pisa.

Dal 2008 collabora con la rivista di cinema on-line «Gli Spietati»

METROPOLIS

di Fritz Lang (Germania/1925-27, 149')

Sceneggiatura: Thea von Harbou. Fotografia: Karl Freund, Günther Rittau. Scenografia: Erich Kettelhut, Otto Hunte, Karl Vollbrecht. Musica: Gottfried Huppertz. Effetti speciali: Eugene Schüfftan. Costumi: Aenne Willkomm. Interpreti e personaggi: Brigitte Helm (Maria), Alfred Abel (Joh Fredersen), Gustav Fröhlich (Freder), Rudolf Klein-Rogge (Rotwang), Heinrich George (Grot), Fritz Rasp (lo smilzo), Theodor Loos (Josaphat), Erwin Biswanger (Georgy), Olaf Storm (Jan), Hans Leo Reich (Marinus), Heinrich Gotho (maestro di cerimonie). Produzione: Erich Pommer per UFA.

Alla sua uscita, nella primavera del 1927, Metropolis aggredisce e sconcerta il pubblico dell’epoca. Si trasformerà in un film d’impatto inesauribile sull’intera storia del cinema, capostipite della fantascienza, capace di nutrire ogni nuova visione ‘assolutamente moderna’, fino a Brazil, a Blade Runner, ad Avatar. Fantasia distopica su un mondo verticalmente diviso, l’avveniristica città dell’intelletto e del potere e il sottosuolo della forza lavoro, Metropolis è un capolavoro laddove trascende il proprio mai risolto messaggio sociale (rivoluzione o conciliazione?): nella prodigiosa intuizione con cui osserva una città vera, New York, e la ricostruisce come grandiosa icona d’ogni futuro oltreumano. Straordinari effetti speciali, movimenti di masse in rivolta, trecento giorni di riprese, trentaseimila comparse, cinquecento grattacieli di settanta piani, e al centro di tutto l’ambigua Maria, vergine e androide: “Uno dei film più stupefacenti del cinema espressionista tedesco, uno dei rari film muti in grado di rappresentare ancora qualcosa per il grande pubblico di oggi” (Jacques Lourcelles).


La versione che presentiamo è il restauro più completo oggi esistente, realizzato nel 2010 da Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung e Deutsche Kinemathek in seguito al ritrovamento in Argentina di 25 minuti di pellicola ritenuti perduti. Dopo ottant’anni di versioni spurie e il pluridecennale lavoro di ricostruzione condotto da Enno Patalas, questo è finalmente il film come Thea von Harbou l’aveva scritto e Fritz Lang l’aveva girato. Con la colonna sonora originale ricostruita di Gottfried Huppertz eseguita da Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino diretta da Frank Strobel.