NOSFERATU

NOSFERATU


MERCOLEDI 23 MARZO ore 21.15

SABATO 26 MARZO ore 18.00



La proiezione di Mercoledi 23 marzo sarà introdotta da Camilla Bartolini (*)

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(*) Camilla Bartolini ha conseguito presso l'Università di Pisa la laurea magistrale in Storia e forme delle arti visive, dello spettacolo e dei nuovi media. Insieme a Maurizio Ambrosini è autrice del volume Capitani, odissee, leviatani. La navigazione nel racconto cinematografico, pubblicato nel 2012 dalla casa editrice Felici di Pisa. Dal 2008 collabora con la rivista di cinema on-line «Gli Spietati»

NOSFERATU

(Eine Symphonie des Grauens, Germania/1921) di Friedrich Wilhelm Murnau (106') Soggetto: da un'idea di Albin Grau e dal romanzo Dracula di Bram Stoker. Sceneggiatura: Henrik Galeen. Fotografia: Fritz Arno Wagner. Montaggio: Friedrich W. Murnau. Scenografia e costumi: Albin Grau. Musica: Hans Erdmann. Interpreti: Max Schreck (conte Orlok/Nosferatu), Greta Schröder (Ellen Hutter), Ruth Landshoff (Ruth), Gustav von Wangenheim (Hutter), Alexander Granach (Knock), Georg Heinrich Schnell (Harding), John Gottowt (professor Bulwer), Gustav Botz (professor Sievers), Max Nemetz (capitano). Produzione: Enrico Diekmann, Albin Grau per Prana.

"Il film capitale del cinema muto". Dal Dracula di Bram Stoker, la storia immortale di Nosferatu, il non-morto che semina la peste, assorbe e spegne le forze vitali, attenta all'equilibrio dell'universo, finché un sacrificio femminile fara sorgere l'alba sulla città liberata. "Sul piano formale, il film si allontana dall'espressionismo e lo trascende: prima d'ogni altra cosa per l'importanza che vi ha la Natura, per l'impressionante varieta di esterni reali che ne accrescono il romanticismo magico. Murnau s'abbandona totalmente al suo gusto della polifonia e del contrappunto, sul piano drammatico e cosmico. Nosferatu è prima di tutto un poema metafisico nel quale le forze della morte mostrano la vocazione - una vocazione inesorabile - ad attirare a sé, aspirare, assorbire le forze della vita, senza che nella descrizione di questa lotta intervenga alcun manicheismo moralista" (Jacques Lourcelles).