ASSALTO AL CIELO

ASSALTO AL CIELO

MERCOLEDI 15 novembre

ore 21.15  


Incontro con il montatore del film Giuseppe Trepiccione



RASSEGNA IMMAGINI DEGLI ANNI '70


ITALIA - 2016. Durata: 72' documentario

Produzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA

Distribuzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ


Regia: Francesco Munzi

Soggetto: Francesco Munzi

Montaggio: Giuseppe Trepiccione

NOTE

- RICERCHE D'ARCHIVIO: NATHALIE GIACOBINO.

- MATERIALI D'ARCHIVIO: ARCHIVIO STORICO ISTITUTO LUCE CINECITTÀ, RAI TECHE, ASSOCIAZIONE ALBERTO GRIFI, ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO E CINETECA DI BOLOGNA.

- FUORI CONCORSO ALLA 73. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2016).


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Film di montaggio, realizzato come una partitura musicale divisa in 3 movimenti e con materiale documentario di archivio, per raccontare la parabola di quei ragazzi che animarono le lotte politiche extraparlamentari negli anni compresi tra il 1967 e il 1977. Tra slanci e sogni, ma anche violenze e delitti, questi giovani "ribelli" inseguirono l'idea della rivoluzione, tentando l'"Assalto al Cielo".

CRITICA

"Non ci sarà mai un film che possa veramente raccontare lo spirito di quegli anni che non sia il cinema underground: il racconto televisivo, la narrazione con personaggi e intrecci appartengono a un'altra epoca, quella precedente o quella molto successiva che ha cercato di catturarne qualche elemento. Una società come questa dalle immagini tanto frammentate ci sembra in sintonia il film di Munzi che è andato alla ricerca dei materiali meno manipolati dai commenti, il più possibile girati dagli stessi cineasti (pochi e ben conosciuti) che partecipavano al movimento. Utilizza senza voce fuori campo, materiali spesso inediti del Movimento operaio e democratico, Luce, Cineteca di Bologna o della Fondazione Alberto Grifi per il Parco Lambro (girati in videotape mentre i tre rulli in pellicola dovrebbero essere presto restaurati) e delle teche Rai che lì aveva i suoi operatori. Potrebbe sembrare impossibile raccontare dieci anni di movimento in un'ora di montaggio, ma i diversi spettatori ne faranno un uso differente, dal ricordare i volti conosciuti o quelli scomparsi, a collegare le scene mancanti a stupirsi di fronte a tanto fervore oggi che domina il disgusto per la politica." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 7 settembre 2016)

"Il film presuppone la conoscenza dei fatti, non spiega e non giudica, rifiuta i facili legami narrativi e la mera cronologia per raccontare cosa c'era, non tanto nelle teste, quanto nei cuori di quei ragazzi." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 7 settembre 2016)

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