HAPPY END

HAPPY END

GIOVEDI 30 novembre spettacolo ore 21.15

VENERDI 1 dicembre  spettacolo ore 21.15

SABATO 2 dicembre spettacolI ore 16.00 - 18.00 - 21.15

DOMENICA 3 dicembre  spettacoli ore 16.00 - 18.00 - 21.15


FRANCIA, GERMANIA, AUSTRIA - 2017 -  107 min.

Produzione: LES FILMS DU LOSANGE, X-FILME CREATIVE POOL, WEGA FILM, IN COPRODUZIONE CON ARTE FRANCE CINÉMA, FRANCE 3 CINÉMA, WESTDEUTSCHER RUNDFUNK, BAYERISCHER RUNDFUNK, ARTE

Distribuzione: CINEMA di Valerio De Paolis


Regia: Michael Haneke

Attori: Isabelle Huppert - Anne Laurent, Jean-Louis Trintignant - Georges Laurent, Mathieu Kassovitz - Thomas Laurent, Fantine Harduin - Eve Laurent, Franz Rogowski - Pierre Laurent, Laura Verlinden - Anaïs Laurent, Toby Jones - Lawrence Bradshaw, Hille Perl - Gambista, Hassam Ghancy - Rachid, Nabiha Akkari - Jamila, Joud Geistlich - Selin, Philippe du Janerand - Maître Barin, Dominique Besnehard - Marcel, il parrucchiere, Bruno Tuchszer - Ispettore, Alexandre Carrière - Ispettore, Nathalie Richard - Agente immobiliare, David Yelland - Direttore di banca, Waël Sersoub - Testimone, Marie-Pierre Feringue - Testimone, Florence Masure - Receptionist, Maryline Even - Moglie della vittima, Maëlle Bellec - Amica di Anaïs, David El Hakim - Cameriere, Frédéric Lampire - Capo cameriere, Timothé Buquen - Youtuber

Sceneggiatura: Michael Haneke

Fotografia: Christian Berger

Montaggio: Monika Willi

Scenografia: Olivier Radot

Costumi: Catherine Leterrier

 

Storia di una grande famiglia altoborghese che ha ormai perso i suoi valori.  Specchio di una società votata alla falsità, all'egoismo e all'infelicità, sullo sfondo di Calais, spazio di transito per i rifugiati, presenza tanto latente quanto ingombrante.

CRITICA

"Haneke (...) gira un po' a vuoto, come ripetendo accademicamente cose già dette nei film precedenti. La sua maestria registica è fuori discussione, con momenti fortissimi e un gran controllo degli attori, ma questa storia corale di una famiglia di industriali e della loro perdizione segue dei binari preordinati nei quali non si è in fondo mai sorpresi. Anche il continuo riferimento agli schermi di telefonini e computer, che contribuisce a dare complessità all'insieme, era stato anticipato con risultati migliori in altri film." ( Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 23 maggio 2017)

"Chi conosce l'autore austriaco (...) ritroverà tutti i temi e i trucchi imparabili di questo anatomista della violenza. Il gioco sul punto di vista (chi guarda, chi spia?), il nichilismo delle nuove tecnologie, il susseguirsi di inganni e manipolazioni che moltiplica caos e dolore. Con una novità agghiacciante: quel ponte fra generazioni che salda la voglia di morire del nonno con la disperazione precoce della nipotina." (Fabio Ferzetti, 'Il Fatto Quotidiano', 23 maggio 2017)

"'Happy End' è cinema calato dall'alto, tutto di testa, programmatico fino al midollo. Attraverso le vicende di una famiglia ricca di Calais (...), l'austriaco riprende le sue ossessioni per raccontare la decadenza e la barbarie dei tempi che viviamo. Modalità del vedere, e del girare, comprese: non a caso si parte da un video di crolli e morte. È la crisi dell'Occidente e del cinema: a crollare è il nostro mondo, siamo noi; e la colpa è nostra, che stiamo a guardare senza saper reagire, e anzi ci compiacciamo quasi del disastro. Anche Haneke lo spietato è compiaciuto: e il cinema (il suo) ne risente." (Federico Gironi, 'Il Messaggero', 23 maggio 2017)