IN VIAGGIO CON JACQUELINE

IN VIAGGIO CON JACQUELINE

GIOVEDI 30  marzo 2017

Spettacoli ore 21.15

VENERDI 31  marzo 2017

Spettacoli ore 21.15


DOMENICA 2 aprile 2017

Spettacoli ore 18.30


FRANCIA / MAROCCO 2016 - 92 min.

Produzione: NICOLAS ADASSOVSKY DUVAL, YANN ZENOU, LAURENT ZEITOUN, JAMEL DEBBOUZE PER QUAD, KISSFILMS, IN COPRODUZIONE CON PATHÉ, FRANCE 3 CINÉMA, AGORA FILMS, 14ÈME ART PRODUCTION, TEN FILMS

Distribuzione: TEODORA FILM


Regia: Mohamed Hamidi
Attori: Fatsah Bouyahmed - Fatah, Lambert Wilson - Philippe, Jamel Debbouze - Hassan, Julia Piaton - Giornalista, Hajar Masdouki - Naïma, Abdellah Chakiri - Mokhtar, Amal El Atrache - Maestro di scuola, Miloud Khetib - Hamé Hamed, Christian Ameri - Lucien, Karina Marimon - Cathy, Patrice Thibaud - Il Mago, Charline Paul - Claire, Catherine Davenier - Jacqueline, François Bureloup - Funzionario, Pierre Diot - Leader del Sindacato Agricolo, Denis Leroy - Allevatore sindacalista, Brigitte Guedj - Nicole, Ophélia Kolb - Stéphanie, Malik Bentalha - Ragazzo al Salone, Fehd Benchemsi - Samir del webcaffè
Sceneggiatura: Mohamed Hamidi, Alain-Michel Blanc, Fatsah Bouyahmed
Fotografia: Elin Kirschfink
Musiche: Ibrahim Maalouf
Montaggio: Marion Monnier
Scenografia: Arnaud Roth
Costumi: Hadjira Ben-Rahou


NOTE

REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI : CANAL +, CINÉ +, FRANCE TÉLÉVISIONS ; SVILUPPATO CON IL SOSTEGNO DI: CINEMAGE 9 DÉVELOPPEMENT ; IN ASSOCIAZIONE CON: SOFITVCINE 3, PALATINE ETOILE 13, CINÉMAGE 10 ; CON LA PARTECIPAZIONE DI CNC E IL SOSTEGNO DEL FONDS IMAGES DE LA DIVERSITÉ AVEC LE SOUTIEN DE LA COMMISSION IMAGES DE LA DIVERSITÉ, CNC, CGET/ACSE, SACEM.

TRA I COPRODUTTORI FIGURANO ANCHE ERIC TOLEDANO E OLIVIER NAKACHE.


 

Fatah, contadino di un piccolo paese algerino, ha occhi solo per la sua mucca Jacqueline e sogna di portarla un giorno a Parigi, al Salone dell'Agricoltura. Per questo, quando riceve l'agognato e prezioso invito, con gran sorpresa dell'intero villaggio, lui che non ha mai lasciato la sua campagna, prende il traghetto per Marsiglia e attraversa tutta la Francia a piedi per giungere a Porte de Versailles. Il viaggio si rivelerà un'occasione per Fatah e Jacqueline di fare incontri sorprendenti e di vivere un'avventura umana, fatta di scambi di aiuto e folli risate. Un viaggio inaspettato e pieno di tenerezza, nella Francia di oggi.



CRITICA

"Commedia molto divertente, con musica balcanica alla Kusturica, sempre a piedi, polverosa, ma con un incontro buffo e spiantato (Lambert Wilson) (...). Bravissimo il regista Mohamed Hamidi che dirige l'innocente Fatsah Bouyahmed con bel ritmo in crescendo: i bersagli sono scontati ma il modo di circuirli è di buona taglia umoristica e in crescendo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 marzo 2017)

"Tra le ispirazioni dichiarate c'è 'Una storia vera' di David Lynch ma 'La Vache' - questo il titolo originale di 'In viaggio con Jacqueline' - molto ama un film come 'La vacca e il prigioniero' di Henri Verneuil, con Fernandel che interpretava un prigioniero in fuga dai tedeschi insieme a una mucca, e più in genere il patrimonio della tradizione comica d'oltralpe. Anche se Mohamed Hamidi, ex-insegnante e tra i fondatori di Bondy Blog, il paesaggio un po' idilliaco, quasi dai toni fiabeschi, di un tempo lontano, lo punteggia di molte sfumature del presente; con grazia, senza urlare o sottolineare, mantenendo la lievità gentile di un umorismo miscelato teneramente alla fantasia. E dimostra una bella sicurezza di intenti e di scrittura nel modulare la commedia anche nelle sfumature e nei contrasti più rodati che il protagonista della storia, complice la sua co-attrice, reinterpretano nel proprio universo. (...) On the road del cuore, sospeso nel rapporto tra i due paesi, Francia e Algeria, antico, mai risolto, profondo e conflittuale in cui l'immagine di entrambi, il primo idilliaco, dove non esiste razzismo e anche i poliziotti alla frontiera sono gentili (...), e il secondo osservato attraverso il villaggio del protagonista che sembra un teatrino nel deserto, diventano una sorta di antidoto agli stereotipi di lettura del presente e degli altri. In un dispositivo che mette al centro la comicità e la commozione, il Forrest Gump Fatah sa col suo fare semplice di fronteggiare strumentalizzazioni dei media e ipocrisie, il pregiudizio, la chiusura, la negazione della curiosità verso l'altro. Sotto lo sguardo enigmatico (e complice) di Jacqueline, una novella Gioconda." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 23 marzo 2017)

"Respingendo l'overdose di volgarità e faziosità che ci assedia al cinema, non perdete la chance di una pausa arguta, rasserenante e benefica. «In viaggio con Jacqueline» è, infatti, una commedia, come si dice oggi, multietnica che non finiremmo mai di lodare e promuovere perché ci sembra davvero un miracolo la grazia rapsodica e la sobrietà umoristica con cui il regista franco-algerino Hamidi, classe 1972, respinge i breviari degli estremisti di qualsiasi sponda e regala agli spettatori un road movie dal profilo naif ma di profonda sostanza. Il film sfrutta, tra l'altro, appieno la bravura e la maschera del protagonista Fatah (Bouyahmed) (...). Senz'altro attrezzato in cinefilia, il regista non si limita a citare un classico autoctono con Fernandel («La vacca e il prigioniero», '59), ma riesce a intrecciare incontri, contrattempi, amicizie e incidenti con l'estrosa libertà tra il realistico e il favolistico di film hollywoodiani fuori standard come «Little Miss Sunshine» o «Una storia vera»." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 marzo 2017)

"Classica favola dai buoni sentimenti sulla riconquista del Sogno (...) si offre senza retorica come un road movie riconciliante con l'anima, a prescindere donde arrivi e dove sia diretta. Sorpresa (in corso) al box office transalpino con oltre un milione di spettatori." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 23 marzo 2017)

"Al posto di Fernandel fuggiasco dai nazisti c'è lo stralunato quattrocchi arabo Bouyahmed: in chiave di commedia picaresca è la contaminazione senza pretese, perfino un po' naive, tra il 'cinema di papà' francese ('La vacca e il prigioniero' era di Henri Verneuil,1959) e il cinema globalista ad assillo etnico di oggi, mentre la struttura della storia ricalca l'avventura del prescelto al successo di una dimenticata comunità. E' una formula, e in fondo cerca con gentilezza e fragile semplicità qualche risata senza forzare i temi che sfiora." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 23 marzo 2017)

"Sembra un road movie sempliciotto ma in realtà, 'In viaggio con Jacqueline' è un grande film sull'irresistibile fascino dell'uomo candido e senza maschere di cui è ricca la Storia del Cinema, da Forrest Gump al giardiniere Chance di 'Oltre il giardino' (1979). Bouyahmed è un amabile autore comico nordafricano qui irresistibile con un look da giovane Carlo 'Capannelle' Pisacane de 'I soliti ignoti'. (...) Film adorabile sull'incontro di culture, oggi più importante che mai." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 marzo 2017)

"Un road movie bizzarro, originale, ma che cattura. Un film intelligente perché, pur giocando sull'ironia, affronta tanti temi delicati e attuali. Bravissimo e molti espressivo il protagonista, ma mai come la meravigliosa mucca." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 23 marzo 2017)

"Spiacerà a chi non ama gli ambiziosi paciughi. Le vicissitudini della vaccona e del suo proprietario potevano dare il via a una divertente farsa a spron battuto. Purtroppo il divertimento non è la preoccupazione principale del regista (a cui Jacqueline interessa solo come pretesto per un percorso tra le diverse etnie di Francia)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 marzo 2017)