LOVING

GIOVEDI 16 marzo

VENERDI 17 marzo

SABATO 18 marzo

Spettacolo ore 21.15


DOMENICA 19  marzo

Spettacoli ore 18.30 e  21.15


LUNEDI 20 marzo

Spettacolo ore 21.15


GRAN BRETGNA - USA, 2016 - 123 min.

Produzione: 

GED DOHERTY, COLIN FIRTH, NANCY BUIRSKI, SARAH GREEN, MARC TURTLETAUB, PETER SARAF PER RAINDOG FILMS, BIG BEACH FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON AUGUSTA FILMS, TRI-STATE PICTURES

Distribuzione: CINEMA SRL di Valerio De Paolis

Regia: Jeff Nichols

Attori: Joel Edgerton - Richard Loving, Ruth Negga - Mildred Loving, Marton Csokas - Sceriffo Brooks, Nick Kroll - Bernie Cohen, Terri Abney - Garnet Jeter, Alano Miller - Raymond Green, Jon Bass - Phil Hirschkop, Michael Shannon - Grey Villet, Christopher Mann - Theoliver Jeter, Sharon Blackwood - Lola, Winter Lee Holland - Musiel, Will Dalton - Virgil, Chris R. Greene (Chris Greene) - Percy Fortune, Sharon Blackwood - Lola Loving, Karen Vicks - Clara, Lance Lemon - Cugino Davis, Marquis Adonis Hazelwood - Cugino Gerald, Bill Camp - Frank Beazley, David Jensen - Giudice Bazile, Andrene Ward-Hammond - Laura, Jevin Crochrell - Sidney, Jordan Williams Jr. - Donald, Georgia Crawford - Peggy, Brenan Young - Sidney bambino, Dalyn M. Cleckley - Donald bambino, Quinn McPherson - Peggy bambina, DL HOPKINS - Alex, Matt Malloy - Chet Antieau

Sceneggiatura: Jeff Nichols

Fotografia: Adam Stone

Musiche: David Wingo

Montaggio: Julie Monroe

Scenografia: Chad Keith

Arredamento: Adam Willis

Costumi: Erin Benach

Effetti: Phil Crowe, The Mill

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Ispirato a una storia vera, è un omaggio al coraggio e all'impegno di una coppia mista, Richard e Mildred Loving, che si sono innamorati e sposati nel 1958. I due giovani sono cresciuti a Central Point, una cittadina della Virginia, dove la comunità è più progressista nei confronti dell'integrazione tra le diverse etnie rispetto ad altre zone del sud degli Stati Uniti. Eppure, Richard e Mildred per la loro unione vengono condannati al carcere e all'esilio e quindi costretti a trasferirsi con i figli in un modesto quartiere di Washington, D.C. Nonostante l'appoggio dei loro familiari, i due trovano difficoltà ad essere accettati dall'ambiente circostante e Mildred sente anche il bisogno di tornare in Virginia. Il caso "Loving contro Virginia" arriva così alla Corte Suprema nel 1967, sancendo una vittoria nella battaglia per i diritti civili e riaffermando il diritto fondamentale di sposarsi senza barriere razziali. Richard e Mildred infine sono tornati a casa e la loro storia d'amore è diventata un modello per molte altre coppie dell'epoca.

CRITICA

"'Loving' (...) vorrebbe tenersi lontano dalla retorica per registrare la scabra quotidianità di una famiglia della Virginia, ma finisce per fare i conti con qualcosa di più grande e più ingombrante come il peso della Legge, proprio come è successo nella realtà ai coniugi Loving. (...) Tutta la lotta legale che ha fatto storia nella giurisprudenza è però tenuta sullo sfondo dal regista che preferisce raccontare la vita quotidiana di questo muratore e della sua testarda moglie, finiti sotto i riflettori dei media quasi contro la loro volontà. È come se Nichols tracciasse un parallelo tra chi non vuole cedere alle tentazioni della popolarità e se stesso, impegnato a resistere alle lusinghe di Hollywood. Richard si tiene stretta la propria ruvida integrità umana (...) così come Nichols vuole tenersi lontano dalle sirene della spettacolarità facile e superficiale. Anche a costo di girare un film che rischia la monotonia per eccesso di antiretorica." ( Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 17 maggio 2016 )

"Storia vera, film timido. (...) Per farne un film (...) serviva un taglio originale. Invece 'Loving' di Jeff Nichols (...), ben fatto ma convenzionale, accenna alla convivenza di fatto tra bianchi e neri in certi strati sociali del Sud, così poco indagata, ma si ferma subito per raccontare la battaglia legale. Un'occasione mancata." ( Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 maggio 2016 )

"(...) con 'Loving' (...) il regista dell'Arkansas Jeff Nichols approccia il problema in maniera molto particolare, ricorrendo a un inedito registro intimista. (...) Per far emergere l'ingiustizia profonda del segregazionismo in ogni sua forma, Nichols preferisce concentrarsi sui due personaggi, affidandosi al loro legame a prova di tutto; e gli interpreti Joel Edgerton e Ruth Negga assecondano con sensibilità la sua scelta raffinata e coraggiosa, ma non c'è dubbio che ai loro caratteri (e al loro amore) avrebbe giovato un copione più ricco di sfumature." ( Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 17 maggio 2016 )

"Rispetto a 'Midnight Special' visto alla Berlinale, e soprattutto al suo esordio 'Take Shelter', 'Loving' (...) il cui riferimento più immediato sembra 'Il colore viola' di Spielberg', punta a una cifra «classica» (pure eccessiva), da grandi temi (e aspirazioni da Oscar) a cui si oppone però la scelta di un punto di vista mai retorico. I suoi personaggi sono come li vediamo, conservatori nonostante la loro scelta di vita di radicale rottura: sono attaccati alla terra, alla vita nel posto a cui sentono di appartenere, non si pongono altri interrogativi, sul loro lavoro (lui è muratore). E così la violenza di polizia e istituzioni Nichols la concentra nelle parole, senza effetti drammatici, assalti, botte ma nell'agghiacciante fraseggio di un giudice e di uno sceriffo che si appellano a dio per motivare la separazione razziale. (...) Questa storia «vera», come garantisce la fotografia della coppia reale prima dei titoli di testa, è una storia d'America, la storia di una conquista che ha fatto epoca. Forse però per questo nelle invenzioni cinematografiche Nichols poteva sbilanciarsi di più." ( Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 17 maggio 2016)

"Il nome è tutto un programma: 'Loving' è il gerundio di 'love', amare, e solo grazie a un immenso amore si possono superare le traversie che Richard e Mildred Loving hanno sopportato nella vita. Il film di Jeff Nichols (...) le racconta in modo asciutto e mirabile grazie anche alla superlativa prova di due attori (Ruth Negga e Joel Edgerton) (...). 'Loving' è bellissimo perché non sembra una storia vera: o meglio, non ha quegli schematismi narrativi e quelle forzature ideologiche che spesso affliggono i film ispirati a storie vere, soprattutto se socialmente e politicamente forti come questa. Nichols lo racconta con un tono sommesso (...). Richard Loving era un uomo taciturno e un po' orso, ed Edgerton lo incarna pronunciando si e no venti battute in tutto il film. E' molto autentico, e anche politicamente illuminante, che la chiave del film sia la 'diffidenza' (...). Il miracolo è che, nonostante tutti abbiano qualche dubbio su tutti, la società a volte va avanti e i progressi si compiono." ( Alberto Crespi, 'L'Unità', 17 maggio 2016)

"(...) ha la struttura classica del film 'tratto da una storia vera', con regia convenzionale e passaggi obbligati di sceneggiatura: l'arresto nella notte, l'entrata in scena dell'avvocato, eccetera. Protagonista dapprima sembra il marito, ma poi è Mildred a prendere in mano la situazione. La cosa simpatica è l'anti-eroismo dei due, un muratore e una casalinga che non sono militanti, ma solo persone che si amano. Il film si concentra su di loro, tralasciando il versante processuale per seguirne il riverbero nella loro vita privata." ( Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 17 maggio 2016 )

"Un soggetto civile come quello presentato dal caso dei Loving (...) era difficilmente accostabile a un regista eccentrico, sensibile alle geografie delle menti, rappresentante di un realismo magico che non trova facilmente legittimità sullo schermo, come Jeff Nichols (...). Invece l'imprevedibile incontro ha dato vita a un film asciutto (...), trattenuto, esemplare per come sa descrivere sentimenti di dolore e di rabbia senza mai cedere al puro ricatto ideologico. (...) Lasciando sullo sfondo la trama politico-sociale, Nichols punta sul dramma di due anime semplici che non afferrano le ragioni di un dispositivo disumano. (...) Rigore della costruzione, freddezza d'esecuzione sono pregi indiscutibili." ( Andrea Martini, 'Nazione-Carlino-Giorno', 17 maggio 2016 )

"'Intelligentemente, 'Loving' evita di fare il solito film, più o meno magniloquente, dove avvocati, giudici e procuratori fanno cinematograficamente sfoggio delle loro virtù oratorie, e non sceglie nemmeno la strada dei colpi di scena fino al climax che poi li scioglierà. Allo stesso tempo, il tema razziale, con i suoi odi e le sue incrostazioni sociali, ideologiche e politiche, viene lasciato sulla porta. Non ci sono immagini eclatanti, non c'è il bianco e il nero, mai termini furono più esatti, della segregazione come scontro anche violento fra due culture e due stili di vita." ( Stenio Solinas, 'Il Giornale', 17 maggio 2016 )


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