UN ALTRO ME

UN ALTRO ME

VENERDI 5 maggio 2017

Spettacolo ore 21.15


SERATA EVENTO

Al termine della proiezione il regista Claudio Casazza incontra il pubblico

In collaborazione con 

Assessorati alle POLITICHE SOCIALI  e alle PARI OPPORTUNITA'

Comune di Seravezza

Comune di Forte dei Marmi


ITALIA 2016 - 83 min.

Produzione: ENRICA CAPRA PER GRAFFITIDOC SRL

Distribuzione: LAB 80 FILM

Regia: Claudio Casazza

Attori: Paolo Giulini, Francesca Garbarino, Andrea Scotti (II), Maritsa Cantaluppi, Luca Bollati, Luigi Colombo, Laura Emiletti, Donatella Zaccaria, Enrico Schwendimann, Roberta Andrello, Arianna Borchia, Sergio Martinelli (II), Giorgio Minneci

Soggetto: Claudio Casazza

Sceneggiatura: Claudio Casazza

Fotografia: Claudio Casazza

Montaggio: Luca Mandrile

Suono: Alessio Fornasiero - (presa diretta)

NOTE

REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: MIBACT, PIEMONTE DOC FILM FUND

CON LA PARTECIPAZIONE DI EQUIPE DELL'UNITÀ DI TRATTAMENTO PER AUTORI DI REATI SESSUALI DEL CIPM-CENTRO ITALIANO PER LA PROMOZIONE DELLA MEDIAZIONE E DEI DETENUTI DELLA CASA DI RECLUSIONE DI BOLLATE

Il carcere non come luogo d'internamento, ma di consapevolezza e riflessione. 12 mesi con i detenuti per reati sessuali e l'équipe del criminologo Paolo Giulini: un percorso per comprendere, ridefinire e modificare il significato della propria esperienza, ed esistenza. Nella subcultura carceraria sono "gli infami", nel gergo tecnico di psicologi e operatori penitenziari sono i "sex offenders". Sono gli autori di reati sessuali, spesso separati da tutti e isolati dal resto dei detenuti. Carcere di Bollate. Una ventina di questi detenuti seguono un trattamento tra gruppi di lavoro in cui discutono del loro reato, della gestione dello stress, della prevenzione della recidiva, dei traumi subiti e di quelli trasmessi. Sono tutti rei confessi ma tra loro c'è chi si mette in gioco, chi minimizza e chi finge palesemente. Un'equipe di criminologi e psicologi guida questo lavoro cercando di far intraprendere al detenuto un percorso di riflessione su di sé e sul reato commesso. Tra loro discutono, allontanano alcuni detenuti, cercano di capire gli altri e s'interrogano. Discussioni, liti, giochi e lezioni si susseguono mentre avvengono lunghe elaborazioni. Le mura, le sbarre e i lunghi corridoi del carcere dividono questo mondo da quello fuori.