SACCO E VANZETTI

SACCO E VANZETTI

MERCOLEDI 22   agosto

GIOVEDI 23  agosto


SPETTACOLO UNICO ORE 21.30


EDIZIONE RESTAURATA 4K
EVENTO SPECIALE in occasione della ricorrenza del 91esimo anniversario dell’esecuzione della condanna a morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

La Unidis Jolly Film – in collaborazione con Cineteca di Bologna, Istituto Luce-Cinecittà e Rai Cinema – presenta il restauro di Sacco e Vanzetti, il capolavoro diretto nel 1971 da Giuliano Montaldo interpretato indimenticabilmente da Gian Maria Volontè e Riccardo Cucciolla (premiato a Cannes come miglior interprete), che torna sugli schermi in una versione restaurata in 4K a 91 anni dall’esecuzione dei due anarchici italiani, avvenuta il 23 agosto 1927.


PREMIO COME MIGLIOR ATTORE RICCARDO CUCCIOLLA AL 24. FESTIVAL DI CANNES (1971).

NASTRI D'ARGENTO 1972 PER: MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (RICCARDO CUCCIOLLA), MIGLIORE ATTRICE ESORDIENTE (ROSANNA FRATELLO) E MIGLIORE MUSICA. ERA CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA.


Ho da dire che sono innocente. In tutta la mia vita non ho mai rubato, non ho mai ammazzato, non ho mai versato sangue umano, io. Ho combattuto per eliminare il delitto. Primo fra tutti: lo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo. E se c'è una ragione per la quale sono qui è questa, e nessun'altra. Una frase, una frase signor Katzmann, mi torna sempre alla mente: “Lei signor Vanzetti, è venuto qui nel paese di Bengodi per arricchire”. Una frase che mi dà allegria. Io non ho mai pensato di arricchire. Non è questa la ragione per cui sto soffrendo e pagando. Sto soffrendo e pagando per colpe che effettivamente ho commesso. Sto soffrendo e pagando perché sono anarchico. E mi sun anarchic! Perché sono italiano... e io sono italiano. Ma sono così convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte, e io per due volte potessi rinascere, rivivrei per fare esattamente le stesse cose che ho fatto. Nicola Sacco... il mio compagno Nicola! Sì, può darsi che a parlare io vada meglio di lui. Ma quante volte, quante volte, guardandolo, pensando a lui, a quest'uomo che voi giudicate ladro e assassino, e che ammazzerete... Quando le sue ossa signor Thayer non saranno che polvere, e i vostri nomi, le vostre istituzioni non saranno che il ricordo di un passato maledetto, il suo nome, il nome di Nicola Sacco, sarà ancora vivo nel cuore della gente. (Rivolgendosi a Sacco) Noi dobbiamo ringraziarli. Senza di loro noi saremmo morti come due poveri sfruttati. (Tornando a rivolgersi alla Corte) Un buon calzolaio, un bravo pescivendolo, e mai in tutta la nostra vita avremmo potuto sperare di fare tanto in favore della tolleranza, della giustizia, della comprensione fra gli uomini. Voi avete dato un senso alla vita di due poveri sfruttati!


Regia: Giuliano Montaldo
Attori:

Gian Maria Volonté - Bartolomeo Vanzetti,
Riccardo Cucciolla- Nicola Sacco,
Cyril Cusack- Procuratore Frederick Katzmann,
Rosanna Fratello - Rosa Sacco,
Geoffrey Keen - Giudice Webster Thayer, Milo O'Shea- Avvocato Moore, William Prince- Avvocato Thompson, Claude Mann- Rennie, giornalista, Sergio Fantoni- Console Giuseppe Adrower, Armenia Balducci- Virginia, sorella di Vanzetti, Piero Anchisi
- Membro Comitato Difesa, Marisa Fabbri - Mary Splaine, Carlo Sabatini - McCallum, Giacomo Piperno - Pelser, prete, Valentino Macchi - Uomo in aula, Paul Sheriff , Maria Grazia Marescalchi
, Edward Jewesbury , Riccardo Ventura , John Harwey ì, Raffaele Triggia , Luciano Palermo , Francesco Conversi , Giorgio Paoletti, Romano Moschini , Page Jones , Raimondo Penne , John Gray (III)
, Anthony Stergar, Sergio Serafini, Giorgio Dolfin, Claudio Sora, Felicity Mason, Desmond Perry, Valentino Orfeo, Franco Odoardi


Soggetto: Giuliano Montaldo, Fabrizio Onofri, Mino Roli
Sceneggiatura: Giuliano Montaldo, Fabrizio Onofri, Ottavio Jemma
Fotografia: Silvano Ippoliti, Enrico Sasso - (operatore), Renato Doria - (assistente operatore)
Musiche: Ennio Morricone - I brani "La ballata di Sacco e Vanzetti" e "Here's to You" (di E. Morricone e J. Baez) sono interpretate da Joan Baez.
Montaggio: Nino Baragli, Andreina Casini - (assistente)
Scenografia: Aurelio Crugnola
Costumi: Enrico Sabbatini
Suono: Aldo De Martini - (fonico)
Aiuto regia: Stefano Rolla, Lorenzo Magnolia, Vera Pescarolo (Vera Pescarolo Montaldo) - (Assitente)

ITALIA, FRANCIA - 1971 -    111 min.

Produzione:  ARRIGO COLOMBO, GIORGIO PAPI PER UNIDIS, THEATRE LE REX

Distribuzione: VIGGO FILMS


A Boston, nel 1920, due immigrati italiani, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, vengono accusati di rapina a mano armata e omicidio ai danni di due cassieri di un calzaturificio. Nonostante le prove presentate dalla difesa, il processo contro i due italiani si conclude con la loro condanna a morte: un verdetto che suscita scalpore in tutto il mondo, poiché la sua formulazione appare legata più a motivi politici - la dichiarata fede anarchica degli imputati - che a reali prove di colpevolezza. Tra l'emissione della sentenza e la sua applicazione trascorrono sette lunghi anni, durante i quali vengono ostinatamente respinte tutte le richieste di riapertura del processo avanzate dai difensori di Sacco e Vanzetti, sulla base di nuovi elementi venuti alla luce. I due italiani vengono giustiziati alla mezzanotte del 23 agosto 1927; fino all'ultimo istante essi protestano inutilmente la loro innocenza.


Ci sarebbero voluti cinquant'anni affinché la politica americana ammettesse di aver giustiziato due persone innocenti, nonostante l'evidenza chiara a tutti di un processo montato e pieno di falsificazioni. Ma gli italiani, nell'America dei primi del novecento, erano gli ultimi nella scala degli immigrati che da tutto il mondo si recavano là a cercare lavoro e fortuna fuggendo da situazioni di miseria. In un paese che faceva del razzismo e della discriminazione per chiunque non fosse un "WASP" (white anglo saxon protestant") gli altri erano gente pericolosa e da sfruttare.

L'unica colpa che colpa non era, che portò i due ad essere accusati di rapina con duplice omicidio, è che erano anarchici, dunque considerati alla stregua dei terroristi.

I due si conobbero nel 1916 quando frequentavano un gruppo di anarchici italo americani: quando l'America entrò nella Grande guerra, fuggirono in Messico per non andare militare, senza sapere, al ritorno, di essere stati messi in una lista di sovversivi e di venir pedinati dalla polizia segreta. Le autorità americane non aspettavano altro che incastrarli con qualunque movente inventato. Si approffittò di una rapina finita con due morti: a casa di Sacco era stata ritrovata una pistola e così i due vennero arrestati con l'accusa di essere loro i rapinatori e gli assassini. Un processo privo di prove concrete, con un giudice che li definiva "bastardi anarchici". Il governatore del Massachusetts rifiutò la grazia dopo che una commissione di persone da lui manovrate aveva confermato la condanna alla sedia elettrica.  Condannati nel 1923, vennero giustiziati il 23 agosto 1927. Era la mezzanotte e 19 del 23 agosto quando i due vennero bruciati vivi sulla sedia elettrica a distanza di sette minuti uno dall'altro. 50 anni dopo, il 23 agosto 1977 il governatore dello stato Dukakis riconobbe l'ingiustizia: «Io dichiaro che ogni stigma e ogni onta vengano per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti»