TERRA BRUCIATA

TERRA BRUCIATA

PROSSIMAMENTE


Regia: Luca Gianfrancesco


Attori: Antonio Pennarella, Paola Lavini, Mino Sferra - Giacomo Di Gasparro, Arturo Sepe - Rocco Piscitelli, Antonello Cossia - Silvio Valente, Lucianna De Falco - Giovannina, Vincenzo Iulianiello - Testimone oculareGraziella Di Gasparro - Figlia di una delle vittime, Andrea Maccarone - Deportato in Germania, Ziva  Modiano- Internata campo per gli ebrei, Elena Valente - Testimone oculare, Carlo Gentile - Professore di Studi Ebraici, Giuseppe Angelone - Docente di Cinema, Fotografia e Televisione, Giovanni Cerchia - Docente e scrittore, Felicio Corvese - Docente e scrittoe, Isabella Insolvibile - Consulente delle procure militari



Soggetto: Luca Gianfrancesco

Sceneggiatura: Luca Gianfrancesco
Musiche: Antonio Fresa
Montaggio: Luca Gianfrancesco
Scenografia: Filippo Sparracino, Rosa Castrillo
Costumi: Antonella Fargnoli
Effetti: Nuccio Canino, (Rainbow) (Vincenzo Nisco)
Suono: Omar Noviello - (presa diretta), Nino Tropiano - (presa diretta), Raffaele Gianfrancesco - (presa diretta)
Aiuto regia: Mario Travaglini



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ITALIA - 2017   90 min.

Produzione:  LUCA E PAOLO GIANFRANCESCO PER MEDIACONTENTS PRODUCTION IN COLLABORAIZONE CON ISTITUTO LUCE CINECITTÀ

Distribuzione: ISTITUTO LUCE


La mattina del 1° novembre 1943, a Conca della Campania, un minuscolo borgo della provincia di Caserta, 19 civili vengono trucidati da una pattuglia di militari tedeschi. Graziella Di Gasparro, figlia di uno dei caduti, lotta strenuamente da anni per tener viva la memoria di quell'eccidio dimenticato. L'assassinio del padre di Graziella fu il terribile epilogo della brutale occupazione del territorio che l'esercito tedesco mise in essere in tutta la Campania centrosettentrionale a partire dall'8 settembre, data dell'armistizio. Il casertano - primo territorio italiano ad essere dichiarato "Zona di Operazioni" - dovette sperimentare la devastante onda d'urto delle brutali leggi di guerra germaniche che si accanirono contro la popolazione civile. L'esautorazione delle istituzioni, le razzie dei beni di consumo, il rastrellamento e la deportazione degli uomini abili verso i campi di lavoro in Germania - furono circa 21.000 - e le devastazione degli impianti produttivi, delle infrastrutture e delle abitazioni civili sono le condizioni nelle quali maturarono le ragioni che diedero vita alle prime azioni di resistenza organizzate dai civili in Italia. Dopo le Quattro Giornate di Napoli, a Riardo, un piccolo centro a pochi chilometri da Capua, una banda Partigiana riesce a scacciare con le armi i tedeschi dalla cittadina mentre le istituzioni e gli abitanti di Tora e Piccilli, con il silenzio, salvano una cinquantina di ebrei dalla deportazione. Ed è proprio in risposta a questa insubordinazione, ormai diffusa sul tutto il territorio, che i comandi tedeschi danno libero sfogo al dissennato campionario di violenze contro la popolazione civile che causò 752 vittime. Caserta, infatti, è la provincia dell'Italia meridionale più colpita dallo stragismo nazista. La strage di Conca della Campania, quindi, secondo la tesi dello storico Giuseppe Angelone, assume un ruolo chiave per comprendere al meglio quel processo che trasformò l'occupazione tedesca dell'Italia da una presenza militare "tollerata" ad un'egemonia aggressiva e violenta nei confronti della popolazione civile. Graziella, dopo anni di sofferenze, con la visita dell'ambasciatrice tedesca a Conca della Campania, in occasione della 73° commemorazione della strage, oltre al riconoscimento per le sofferenze, sue e dei suoi concittadini, ha finalmente avviato un processo di riconciliazione con il suo tragico passato.